Le origini

L’attuale centro abitato di Marineo a 30 Km di Palermo è situato su un poggio sovrastato da una rupe, la Rocca ( Chiamata dai poeti ” Dente canino della Sicilia ” o ” Tomba di Polifemo ”

Il Feudo di Marineo fin dal sec. XV apparteneva all’Ospedale grande di Palermo

Nel 1549, Nicola di mari che deteneva il feudo di Marineo in Enfiteusi, lo cedette a Francesco Beccadelli, al quale nel 1550 venne concessa, dietro il pagamento di una forte somma, la ” Licentia Populandi” dall’imperatore Carlo V. Con essa otteneva il diritto di ricostruzione un insediamento.

 

A Francesco Bologna si deve la costruzione del Castello, della Chiesta del crocifisso e della Madrice.

Alcuni rari frammenti di utensili di ceramica riconducono l’originale del sito sulla montagnola al VIII Secolo a.C ( vedi museo di Archeologia di Marineo )

 

La Città acquisto col tempo prestigio e importanza per la sua posizione di cerniera tra la costa e l’entroterra, in quanto collocata sulla strada che collegava Palermo e L’interno.
Centro indigeno, risenti l’influsso degli Elimi, e successivamente dei Punici e dei Greci.
Dopo la conquista romana iniziò il progressivo declino della città della ” Montagnola ” culminato con la quasi scomparsa nel periodo precedente alla conquista araba.

Gli Arabi ripopolarnono la collina che riprese vigore nei secoli sotto i Normanni, nela meta del xIV seconolo a margine delle lotte fra frazione lataina e catalana in Sicilia, il sitto venne abbandonato e la città scomparve-

novembre 28th, 2017 by